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venerdì 8 maggio 2020

L'evoluzione dei linguaggi

linguaggi sono alla base del raccontare, motivo per il quale oggi ci concentreremo sull'evoluzione dei linguaggi nel corso del Settecento. Per farlo, esamineremo il libro "Le metamorfosi dei linguaggi" di Carlo Borghero e Rosamaria Loretelli.
Il manuale parta con l'esaminare il libro di Raymond Williams, "Cultura e rivoluzione industriale", mettendo in evidenza come tra la metà e la fine del Settecento sia cambiato il significato di alcune parole chiave, tra cui i termini industriademocraziaarte cultura
  • L'industria passa dal significare abilità a essere un termine collettivo per indicare le istituzioni produttive.
  • La democrazia abbandona la sua collocazione letteraria echeggiante nell'Antica Grecia per introdursi nel vocabolario politico di tutti i giorni.
  • L'arte passa dal significare abilità professionale all'indicare la capacità legata alla produzione creativa.
  • La cultura abbandona il significato di cura dello sviluppo naturale e prende quello di cultura in senso stretto.
Questa variazione di significato riflette il cambiamento della società, come per esempio la separazione dell'attività produttiva artigianale dall'attività artistica, in quanto quest''ultima emerge come campo a sé.

lunedì 23 marzo 2020

Step #02: Storia di "Raccontare"

Un qualcosa che si può raccontare non è, però, solo una storia. È infatti possibile raccontare, inoltre, la storia di una parola. 
Visto che la nostra parola è "raccontare", oggi racconterò quindi la storia di tale terminologia comune della lingua italiana, e lo farò attraverso una mappa concettuale, in quanto l'infografica è uno strumento molto efficacie di sintesi e di fissaggio delle conoscenze, che avviene tramite nodi concettuali e relazioni:



Inoltre, com’è noto, la tradizione di raccontare le storie, tramandando il patrimonio orale che ogni cultura possiede, è un’arte antica. 
Prima dell’avvento della televisione nelle case, il patrimonio di miti, storie e leggende legato alla tradizione orale era narrato dai cantastorie nelle piazze, che con l’arte di trasmettere, attraverso le parole, la gestualità, il movimento del corpo e la modulazione della voce, le immagini di una storia ad un pubblico specifico, erano capaci di creare un’immagine nella mente degli ascoltatori. Quindi le immagini evocate con le parole sono il ponte su cui la storia viaggia tra il narratore e l’ascoltatore.
Le storie venivano poi ripetute dai nonni ai nipoti, dai genitori ai figli, dagli amici intorno ai falò o nelle stalle, arricchite da ricordi personali e dalle leggende della propria comunità. Diventavano quindi un patrimonio famigliare e comunitario che legava le generazioni tra loro.